June 2, 2016

Ce n’è sempre, da studiare …

(via Formazione PRC)

May 27, 2016

gianlucavisconti:

avremmo voluto essere il cambiamento che volevamo vedere nel mondo

May 27, 2016

avremmo voluto essere il cambiamento che volevamo vedere nel mondo

May 26, 2016

aliceindustland:

l’eterno dilemma

May 25, 2016

Vi siete vergognati di essere stati comunisti, e siete diventati moderati. Diventati moderati, avete trasformato i lavoratori in “risorse umane”, avete fatto il job act e state attaccando la Costituzione nata dalla Resistenza e dalla lotta partigiana.
SI FOTTANO I MODERATI !!!

Moni Ovadia

(via 
René Rosenfeld ha condiviso la foto di Amici Anpi.

– FB )

May 25, 2016

The country is governed for the richest, for the corporations, the bankers, the land speculators, and for the exploiters of labor. The majority of mankind are working people. So long as their fair demands – the ownership and control of their livelihoods – are set at naught, we can have neither men’s rights nor women’s rights. The majority of mankind is ground down by industrial oppression in order that the small remnant may live in ease.

Helen Keller, Rebel Lives

(via 
CounterPunch (official)

– FB )

May 12, 2016

abbiamo sempre vissuto
sotto dettatura/dittatura.
senza volercene render conto.
era troppo più comodo.
lo è ancora.

Hijo de una limpiasuelos

March 17, 2016

“ Sono il figlio di una lava-pavimenti”.
Il giornalista Raúl Solís lo ha pubblicato dopo che un sindaco del Partito popolare (PP),ha sostenuto che Ada Colau, sindaca di Barcellona, dovrebbe stare a “pulire i pavimenti”.
Sono il figlio di una donna che a nove anni cominciò a pulire i
pavimenti in casa di giovani signorotti del mio paese. Questa donna ha
ora 72 anni. E’ cresciuta senza padre in una Spagna in lutto e messa a
tacere, nella quale le donne che sfregavano i pavimenti non lavoravano:
servivano.
“ Io da ragazza ero a servizio” ha sempre detto mia madre in più occasioni.
Servire significava ciò che significava. Lavorare molto, lamentarsi
poco, guadagnare ancora meno e accettare che il tuo stato sociale e
aspettative future stessero all’altezza del pavimento in cui
s’inginocchiava per sfregarlo a mano, dove, una volta pulito, marciavano
le scarpe belle ed eleganti di coloro che pensavano che nascere poveri
era un castigo divino, mentre per loro la fortuna e il benessere era ciò
che si meritavano.
Nella loro società di perdenti e vincitori, il
pezzo di merluzzo con il quale ogni giorno pagavano mia madre, era il
massimo al quale poteva sperare una povera disgraziata, figlia dei
perdenti della guerra civile e analfabeta. Però quella povera e
analfabeta donna dell’Extremadura post-guerra, contro ogni previsione
non dimenticherà mai la sua memoria né perderà la sua dignità. Neppure,
io suo figlio, dimenticherò mai.
Quella dignità di mia madre, fece
sì che – stanca di essere pagata con “pezzi di merluzzo” invece di
denaro, un giorno tirerà in segno di disprezzo il baccalà contro i
signorotti, che era il salario che davano a mia madre in cambio di
perdere tutta la sua adolescenza, in ginocchio sul pavimento, affinché
loro potessero scolpire lo status. Questa donna, mia madre, prima aveva
portato secchi d’acqua dalla fontana pubblica a casa dei signorotti, i
nonni e i padri ideologici di coloro che oggi pensano che Ada
Colau,“dovrebbe pulire i pavimenti”.
Negli insulti della destra ad
Ada Colau, più che un insulto alla sindaca di Barcellona, ciò che si
nasconde è l’armamentario di disprezzo e rabbia che hanno e hanno avuto
per le persone lavoratrici alle quali il massimo livello che permettono
di ambire è quello del pavimento, in ginocchio davanti alla loro
insaziabile voracità e odio per la gente semplice.
Al gala dei Goya
hanno insultato anche a Pablo Iglesias e ad Alberto Garzón, perché
sembravano “ due camerieri” come se essere un cameriere fosse lo scalino
più basso della loro società classista, nella quale nascere in una
povera culla è sufficiente per stare tutta la vita in ginocchio. Non
hanno insultato Pablo Iglesias e Alberto Garzón, ma dimostrato tutto
l’odio per la gente che gli porta il caffè la mattina.
Oggi, quei
figli e nipoti delle donne che hanno lavato i pavimenti ai nonni e ai
padri della destra spagnola, camminiamo per la strada con la stessa
dignità con la quale mia madre lanciò il merluzzo ai signorotti che si
rifiutavano di pagarle il salario che meritava.
Siamo i figli e le figlie, i nipoti e le nipoti delle donne che hanno lavato i pavimenti, ma siamo qualcosa di diverso.
Di là dei titoli accademici e dell’essere figli e figlie
dell’università pubblica che ora vogliono privatizzare affinché noi si
torni all’altezza dello straccio che mia madre usava per pulire il
pavimento, sappiamo da dove veniamo.
Noi siamo il simbolo più
evidente della loro sconfitta, li possiamo guardare negli occhi e
occupare la sedia di sindaci, ministri e deputati in cui sedevano per la
grazia di Dio.
E quel che è peggio, abbiamo memoria. 

(via
Roberto Rizzardi

– FB)

Hijo de una limpiasuelos

March 12, 2016

anch’io sono un vecchio comunista rancoroso ma mi considero ancora brace, non cenere.

Per questo son ancora qui che leggo.

March 10, 2016

credo necessario imparare a DIFENDERE e SERVIRE la democrazia prima di potersi permettere di PRATICARLA.