Lui: ho visto che mi hai chiamato dolce metà..
Io: si…
Lui: quindi scusa tu chi saresti la metà amara?

April 30, 2012

e i video 3D?

April 30, 2012

robertopinotti:

Balasso testimonial smartphone

April 30, 2012

working on Workers Day Crushes:

Io : ho voglia di patatine
Io suocera: e perché non le hai comprate?
Io : perché se no le mangio
Io suocera : e allora mo’ che cazzo vuoi?
Io : le patatine

Io : ho voglia di patatine
Io suocera: e perché non le hai comprate?
Io : perché se no le mangio
Io suocera : e allora mo’ che cazzo vuoi?
Io : le patatine

April 30, 2012

amodernmanifesto:

situationperfect:

shehalcyon:

s0c1al1sm:

I don’t understand how somebody couldn’t find this sickening.

If this is legitimate, I will puke. All in favour of moving to Japan? I hear they have all sorts of yaoi things there.

11:1 is still pretty high, but hey no ones perfect. 

I totally agree, 11:1 is still far too high.

April 30, 2012

Più passano gli anni e più mi rendo conto che non si può comprendere l’essenza del capitalismo restando solo sul piano della sua manifestazione economica. Marx ha ragione quando sostiene che il “capitale” è qualsiasi forma di ricchezza che abbandoni l’immobilità del patrimonio, della rendita o dell’ostentazione e si tramuti in “mezzo di produzione”. Purchè si capisca che per “ricchezza” non si deve intendere solo il denaro o i beni immobili, ma la vita stessa, meglio: il tempo della vita. Ha ragione Max Weber nel dire che per convertire il tempo della vita in una forma di investimento il quale non ha altro obiettivo che il profitto in quanto tale non sarebbe bastato il fantasma della penuria e nemmeno il tarlo dell’avidità: ci voleva una religione. Un cristianesimo deprivato dalla sua forma cattolica e riconsegnato da Lutero e Calvino all’eterno erramento dell’ebraismo. Un dio che non accetta come buona nessuna opera mondana, che sceglie da sè e predestina (misteriosamente) da principio i suoi eletti, ai quali viene a mancare la forma sacramentale di un rapporto col Padre e insieme la forma comunitaria in cui riconoscersi e sostare. Nessuna forma significante, nessun simbolo praticabile, nessun limite all’angoscia dell’identità e all’appetito del benessere, della sicurezza, della salute. A questa coscienza senza dimora si offre la potenza della razionalizzazione, che scientificamente sostituisca la verità con la certezza, il sentimento con la misura, la speranza col calcolo, il bene col valore e il valore con la merce.

April 30, 2012

Più passano gli anni e più mi rendo conto che non si può comprendere l’essenza del capitalismo restando solo sul piano della sua manifestazione economica. Marx ha ragione quando sostiene che il “capitale” è qualsiasi forma di ricchezza che abbandoni l’immobilità del patrimonio, della rendita o dell’ostentazione e si tramuti in “mezzo di produzione”. Purchè si capisca che per “ricchezza” non si deve intendere solo il denaro o i beni immobili, ma la vita stessa, meglio: il tempo della vita. Ha ragione Max Weber nel dire che per convertire il tempo della vita in una forma di investimento il quale non ha altro obiettivo che il profitto in quanto tale non sarebbe bastato il fantasma della penuria e nemmeno il tarlo dell’avidità: ci voleva una religione. Un cristianesimo deprivato dalla sua forma cattolica e riconsegnato da Lutero e Calvino all’eterno erramento dell’ebraismo. Un dio che non accetta come buona nessuna opera mondana, che sceglie da sè e predestina (misteriosamente) da principio i suoi eletti, ai quali viene a mancare la forma sacramentale di un rapporto col Padre e insieme la forma comunitaria in cui riconoscersi e sostare. Nessuna forma significante, nessun simbolo praticabile, nessun limite all’angoscia dell’identità e all’appetito del benessere, della sicurezza, della salute. A questa coscienza senza dimora si offre la potenza della razionalizzazione, che scientificamente sostituisca la verità con la certezza, il sentimento con la misura, la speranza col calcolo, il bene col valore e il valore con la merce.

IL TRENO IN CORSA di Valter Binaghi « Doctor Blue and Sister Robinia

April 30, 2012

La Resistenza non è stato un pranzo di gala. È stata sangue, violenza e sacrificio. Sangue di innocenti contro sangue di colpevoli. Il buonismo da salotto di settanta anni dopo è partigiano. Partigiano dalla parte sbagliata. Chi crede ancora in quei valori non fa paragoni né celebra riti di equidistanza.

Matteo Pucciarelli